Edizione 2013

Campeggio Resistente 2013

Edizione 2013

L’obiettivo di questa edizione del Campeggio è stato quello di raccontare alcuni dei fenomeni sociali, ambientali ed economici emersi in questi anni, attraverso l’esperienza di giornalisti, scrittori, economisti, filosofi, operatori del volontariato. Data la giovane età dei partecipanti, si è cercato di dare sempre un aspetto “didattico” alle conferenze, cercando di raccontare i fatti dall’inizio: un aspetto critico dell’informazione dei giorni nostri, che si nutre di scoop e di notizie ripetute ossessivamente e confusamente per alcuni giorni, prima di scomparire nell’oblio. Sono state portate avanti in parallelo iniziative di conoscenza e costruzione del gruppo di partecipanti, laboratori e momenti aperti al pubblico. Oltre alle iniziative del programma principale è stata posta l’attenzione su molte importanti tematiche attraverso una serie di scelte concrete: la raccolta differenziata e l’abbattimento del numero di rifiuti (con cartelloni espositivi, aree attrezzate e uso di stoviglie riutilizzabili), il consumo di prodotti a km 0 (mediante l’approvvigionamento di quanto servito in cucina da produttori locali), il consumo critico (mediante la collaborazione per la fornitura dei prodotti del bar con le botteghe equosolidali, la cooperativa Pausa Caffè e la coperativa Piccoli Raccoglitori della Val Sangone), la valorizzazione dell’arte e della creatività (sono state organizzate esposizioni di opere e banchetti di giovani artisti cuneesi). Tutti gli incontri sono stati moderati ed introdotti da volontari dell’associazione Liberavoce, che hanno colto l’occasione come momento di autoformazione.

Il Campeggio 2013 si è aperto con un interessante dibattito sul ruolo della donna nella Resistenza e nella nostra società, tra Ughetta Biancotto, presidente dell’ANPI di Cuneo, e Lidia Menapace, partigiana ed ex senatrice. Il giovedì è stato dedicato a raccontare la tratta delle prostitute, con le ragazze dell’associazione Tampep, e le storie di Eternit e Ilva insieme a Giampiero Rossi e Gianmario Leone. Venerdì, insieme a Angelo D’Orsi (professore di filosofia all’Università di Torino) abbiamo conosciuto meglio le grandi figure degli intellettuali militanti come Gramsci, Pasolini, Gobetti; Marco Passarella e Carlo Stagnaro hanno dato vita a un acceso dibattito sulle riforme economiche che il nostro Paese deve affrontare nei prossimi anni per tornare a crescere. Il sabato ha visto al mattino un confronto tra il movimento “storico” dei no-global, con Vittorio Agnoletto, e la novità politica del Movimento 5 Stelle, con l’on. Fabiana Dadone e un ex come Fabrizio Biolè: ha moderato l’incontro Matteo Pucciarelli, giornalista di Micromega. Nel pomeriggio si è parlato di corruzione da Tangentopoli a oggi con Federico Ferrero e il prof. Alberto Vannucci. La conclusione del Campeggio si è spostata nel 2013 da Paraloup poco più in basso, a Chiot Rosa, per iniziativa del Comune di Roccasparvera. Marco Revelli, sociologo e figlio dello scrittore Nuto Revelli, e Paolo Cosseddu, blogger e membro dell’Assemblea Nazionale del PD, hanno dialogato sulla crisi e sul cambiamento del partito politico in Italia. Le serate musicali sono state tre: venerdì con il cantautore Ettore Giuradei, la musica balcanica di Pad Brapad e Dj Grissino, il dub di Volfoniq; sabato con i cantautori cuneesi Mano e Aganji, il Folk-rock degli Honeybird and the Birdies, le storie livornesi in musica di Bobo Rondelli e l’esilarante djset di Domino Teppa, mentre nel Polivalente era stato allestito un djset di musica elettronica con Moho, Playmob e Mexx. Conclusione alla domenica, come ormai è tradizione, 972320_566361490072094_1231357186_ncon la musica occitana dei Lou Tapage e dei Lou Seriol, e djset “km zero” con Mr Waxy. Il Campeggio 2013 ha dato grande spazio al teatro e a storie di tanti pezzi d’Italia. Mercoledì, i ragazzi della compagnia Quartiatri hanno portato in scena “…Dove le stesse mani”, racconto in musica (e in dialetto palermitano) di un giardino dei morti di mafia, un paradiso laico dove, per sbaglio, Pino è davvero passato a miglior vita. Giovedì è stata la volta dei napoletani di VODISCA con “Lenuccia”, storia delle Quattro Giornate di Napoli (prima città europea a liberarsi, nel 1943, dei nazifascisti) e di una ragazza, Maddalena detta Lenuccia, che guida questa rivolta e che nel dopoguerra sarà in prima linea per l’emancipazione femminile, come altre partigiane. Venerdì, in un Polivalente stracolmo, Giorgio Felicetti ha portato “Vita d’Adriano”, storia di un operaio delle Officine Ferroviarie Cecchetti di Civitanova Marche (MC), un “cecchettaro” che ripercorre la sua vita dall’immediato dopoguerra, quando entra in fabbrica, a oggi, quando lotta contro il mesotelioma che quella fabbrica gli ha lasciato come terribile eredità. …Dove le stesse mani Lenuccia Vita d’Adriano

Tanti laboratori hanno animato le giornate del CR2013: teatro (con la Compagnia Municipaleteatro), fotografia (con la fotografa Anna Chiapello), pulizia dei sentieri (quest’anno ripulito il vallone di Scombe, lasciato sporco da “merenderos” incivili), laboratorio sui giovani e il lavoro, sport (al sabato mattina, rafting e gita a cavallo).

concerto 2013